Crea il tuo blogLoginAggiungi questo blog ad Excite MIX
Cerca nei blog con
Post
Feed
News
Notiziario infermieristico
Notizie dal mondo infermieristico e sanitario
CAPI INCAPACI FANNO MALE AL CUORE DEI DIPENDENTI Roma, 25 nov. (Adnkronos Salute) - Non solo stress da scrivania o sindrome del lunedì mattina. Fare i conti tutto il giorno in ufficiocon un capo ritenuto incapace può insidiare la salute dei sottoposti, aumentando il rischio di problemi al cuore. Lo rivela un team di ricercatori svedesi, che ha scoperto uno stretto legame tra scarsa leadership e pericolo di serie malattie cardiache e infarto, dopo avermonitorato oltre 3 mila impiegati maschi della zona di Stoccolma. Inoltre sembra che questo effetto deleterio per il cuore aumenti in base al tempo trascorso alle dipendenze dell'azienda funestata dal cattivo dirigente. Insomma, lo studio pubblicato su 'Occupational and Environmental Medicine' non farà sorridere chi è afflitto da un boss scarso o incapace. Gli esperti spiegano che il fatto di sentirsi sottovalutati e non sostenuti nel proprio lavoro può causare stress, favorendo cattiveabitudini come il fumo e il ricorso a un eccesso di alcolici per dimenticare le frustrazioni in ufficio, o una dieta squilibrata e pocoesercizio fisico. Risultato? Il cuore degli impiegati fa cilecca. Precedenti studi hanno dimostrato che i capi incapaci fanno salire la pressione dei loro dipendenti, e un'ipertensione persistente può aumentare il rischio d'infarto. Per quest'ultima ricerca gli studiosi del Karolinska Institutet e dell'Università di Stoccolma hanno monitorato la salute cardiovascolare di 3 mila dipendenti tra i 19 e i70 anni, per un periodo di quasi 10 anni. In questo lasso di tempo si sono verificati 74 attacchi cardiaci fatali e non, angina acuta o decessi per malattia ischemica del cuore. Tutti i partecipanti dovevano dare un voto - con regolarità - allo stile di comando dei loro senior manager. Così si è visto che per lo staff che giudicava i capi meno competenti il rischio di gravi problemi cardiacisaliva del 25% rispetto alla media. E per quelli che lavoravano per oltre 4 anni alle dipendenze di boss incapaci il pericolo era addirittura più alto del 64% rispetto ai colleghi più fortunati. Non solo. Il dato si è rivelato costante, indipendentemente da classe sociale, cultura, reddito e stile di vita dei dipendenti monitorati. Dunque anche dal vizio delle 'bionde' o dal fatto di fare esercizio, soffrire di diabete o pressione alta. I ricercatori - che hanno collaborato anche con colleghi dell'University College di Londra (GB) e del Finnish Institute of Occupational Health (Finlandese) - spieganoche, dato il rapporto causa-effetto evidenziato dallo studio, il comportamento dei manager dovrebbe essere 'corretto' in modo da evitare il rischio di serie malattie cardiache tra i sottoposti. Ma come? I 'cervelloni' suggeriscono ai capi di dare agli impiegati chiari obiettivi di lavoro e sufficiente potere in relazionealle loro necessità. Sembra banale, ma evidentemente non lo è. "Questostudio limitato e tutto al maschile - commenta Cathy Ross, infermiera specializzata in cardiovascolare della British Hearth Foundation - suggerisce che una relazione buona e trasparente con il tuo capo può aiutare a difendersi dalle malattie cardiovascolari. Sentirsi sottostimato e non sostenuto può causare stress, e questo spesso portaa cattive abitudini", dal fumo, all'eccesso di alcolici al consumo di cibi spazzatura, fino alla scarsa o inesistente attività fisica. "Cosìil rischio di problemi cardiovascolari si impenna. Essere attivi e attenti al benessere - conclude la Ross - può regalare un doppio beneficio: contrastare lo stress da lavoro e migliorare la salute del cuore".
  26.11.2008








CAPI INCAPACI FANNO MALE AL CUORE DEI DIPENDENTI

Roma, 25 nov. (Adnkronos Salute)
- Non solo stress da scrivania o sindrome del lunedì mattina. Fare i
conti tutto il giorno in ufficiocon un capo ritenuto incapace può
insidiare la salute dei sottoposti, aumentando il rischio di problemi
al cuore. Lo rivela un team di ricercatori svedesi, che ha scoperto uno
stretto legame tra scarsa leadership e pericolo di serie malattie
cardiache e infarto, dopo avermonitorato oltre 3 mila impiegati maschi
della zona di Stoccolma. Inoltre sembra che questo effetto deleterio
per il cuore aumenti in base al tempo trascorso alle dipendenze
dell'azienda funestata dal cattivo dirigente. Insomma, lo studio
pubblicato su 'Occupational and Environmental Medicine' non farà
sorridere chi è afflitto da un boss scarso o incapace. Gli esperti
spiegano che il fatto di sentirsi sottovalutati e non sostenuti nel
proprio lavoro può causare stress, favorendo cattiveabitudini come il
fumo e il ricorso a un eccesso di alcolici per dimenticare le
frustrazioni in ufficio, o una dieta squilibrata e pocoesercizio
fisico. Risultato? Il cuore degli impiegati fa cilecca. Precedenti
studi hanno dimostrato che i capi incapaci fanno salire la pressione
dei loro dipendenti, e un'ipertensione persistente può aumentare il
rischio d'infarto. Per quest'ultima ricerca gli studiosi del Karolinska
Institutet e dell'Università di Stoccolma hanno monitorato la salute
cardiovascolare di 3 mila dipendenti tra i 19 e i70 anni, per un
periodo di quasi 10 anni. In questo lasso di tempo si sono verificati
74 attacchi cardiaci fatali e non, angina acuta o decessi per malattia
ischemica del cuore. Tutti i partecipanti dovevano dare un voto - con
regolarità - allo stile di comando dei loro senior manager. Così si è
visto che per lo staff che giudicava i capi meno competenti il rischio
di gravi problemi cardiacisaliva del 25% rispetto alla media. E per
quelli che lavoravano per oltre 4 anni alle dipendenze di boss incapaci
il pericolo era addirittura più alto del 64% rispetto ai colleghi più
fortunati. Non solo. Il dato si è rivelato costante, indipendentemente
da classe sociale, cultura, reddito e stile di vita dei dipendenti
monitorati. Dunque anche dal vizio delle 'bionde' o dal fatto di fare
esercizio, soffrire di diabete o pressione alta. I ricercatori - che
hanno collaborato anche con colleghi dell'University College di Londra
(GB) e del Finnish Institute of Occupational Health (Finlandese) -
spieganoche, dato il rapporto causa-effetto evidenziato dallo studio,
il comportamento dei manager dovrebbe essere 'corretto' in modo da
evitare il rischio di serie malattie cardiache tra i sottoposti. Ma
come? I 'cervelloni' suggeriscono ai capi di dare agli impiegati chiari
obiettivi di lavoro e sufficiente potere in relazionealle loro
necessità. Sembra banale, ma evidentemente non lo è. "Questostudio
limitato e tutto al maschile - commenta Cathy Ross, infermiera
specializzata in cardiovascolare della British Hearth Foundation -
suggerisce che una relazione buona e trasparente con il tuo capo può
aiutare a difendersi dalle malattie cardiovascolari. Sentirsi
sottostimato e non sostenuto può causare stress, e questo spesso portaa
cattive abitudini", dal fumo, all'eccesso di alcolici al consumo di
cibi spazzatura, fino alla scarsa o inesistente attività fisica.
"Cosìil rischio di problemi cardiovascolari si impenna. Essere attivi e
attenti al benessere - conclude la Ross - può regalare un doppio
beneficio: contrastare lo stress da lavoro e migliorare la salute del
cuore".
  AdnKronos Salute

Raider 26.11.2008 ora: 10:02 commenta   leggi commenti (0)
Nuove categorie professionali a rischio-allergia: i dati della SIAIC
  21.10.2008

Nuove categorie professionali a rischio-allergia: i dati della SIAIC

 

È allarme-allergia per alcune categorie professionali come carrozzieri, verniciatori, infermieri e operatori sanitari, agricoltori, fornai o tecnici radiologi. La cosiddetta ‘allergia occupazionale’, generata da agenti tradizionali o emergenti, colpisce nuove categorie a rischio, come appare dai dati presentati da Andrea Siracusa dell’Università di Perugia nel corso dei lavori del venticinquesimo Congresso della SIAIC - Società di Allergologia e Immunologia Clinica.

Dagli studi più recenti emerge che gli agenti causali sensibilizzanti sono più di trecento (sintetici e naturali), alcuni sono davvero insoliti ed altri piuttosto rari come, ad esempio, l’allergia allo scimpanzè di un impiegato dello zoo.

Le allergie a lattice, a insetti, ad acrilati, ai persolfati e a glutaraldeide sono particolarmente diffuse e aggressive e colpiscono categorie come medici chirurghi, vivaisti, parrucchieri, entomologi, mugnai, chi realizza protesi dentarie o ortopediche, fotografi e stampatori professionali.

Analisi a parte meritano gli infermieri e gli addetti alle pulizie, categorie che hanno registrato un aumento del 100% dei casi.

Ad oggi manca nel nostro Paese un programma di sorveglianza sull’asma professionale che, con la rinite colpisce migliaia di pazienti” ha concluso Siracusa.


Raider 21.10.2008 ora: 20:31 commenta   leggi commenti (0)
DDL collegato alla finanziaria A.C. 1441 bis: DISPOSIZIONI RIGUARDANTI IL LAVORO PUBBLICO
  08.10.2008

E’ stato approvato dalla Camera dei Deputati il primo collegato alla manovra finanziaria contenente anche disposizioni in materia di pubblico impiego, confermando – osserva il Segretario Generale della Cisl Funzione Pubblica Rino Tarelli - un comportamento generale che vede la diffusa proliferazione di interventi di modifica del D.L.vo 165/2001, senza alcuna razionale azione di coordinamento. Di seguito si illustrano sinteticamente le disposizioni in questione.

L’articolo 40 - Trasparenza sulle retribuzioni e collaborazioni autonome dispone l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di pubblicare nel proprio sito le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica ed i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti, nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.   

L’articolo 41 – Spese di funzionamento autorizza le amministrazioni pubbliche nonché gli enti finanziati direttamente indirettamente dallo Stato, ad acquistare sul mercato i servizi,originariamente prodotti al proprio interno, a condizioni di ottenere conseguenti economie di gestione e di adottare le misure necessarie in materia di personale e di dotazione organica. Relativamente alla spesa per il personale ed alle dotazioni organiche le amministrazioni interessate ai predetti processi provvedono al congelamento dei posti ed alla temporanea riduzione dei fondi della contrattazione ed ai conseguenti processi di riallocazione e mobilità del personale.    

In base all’articolo 43 – Mobilità delle funzioni amministrative ed uso ottimale degli immobili pubblici, le amministrazioni pubbliche, tenuto conto della missione principale loro affidata, individuano le funzioni che possono essere esercitate temporaneamente, in modo più efficace ed economico, da altri soggetti pubblici e privati. La proposta di trasferimento di funzioni deve contenere la specificazione degli effetti finanziari e organizzativi, con particolare riguardo al risparmio di spesa ed alla ricollocazione delle risorse umane e strumentali, nonché dei conseguenti processi di mobilità. 

Infine, secondo l’articolo 44 – Diffusione delle buone prassi e tempi per l’erogazione dei servizi al pubblico , le amministrazioni pubbliche devono provvedere con maggiore tempestività ed efficacia all’adozione di provvedimenti o all’erogazione dei servizi che assicurino il contenimento dei costi di erogazione delle prestazioni e che offrano i servizi di competenza con modalità tali da ridurre significativamente il contenzioso e che assicurino il più alto grado di soddisfazione degli utenti.L’elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini della valutazione dei dirigenti e del personale.

Al fine di aumentare la trasparenza dei rapporti con gli utenti, dal 1 gennaio 2009 ogni amministrazione determina e pubblica, con cadenza annuale, nel proprio sito internet o con altre forme idonee : un indicatore dei tempi medi di pagamenti o relativi all’acquisto di beni e servizi  e forniture, denominato  “indicatore di tempestività dei pagamenti” ; i tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all’esercizio  finanziario precedente.

Prosegue, nel contempo, l’esame da parte della Camera dei Deputati dell’altro collegato alla manovra finanziaria (Atto Camera  1441 – quater) contenente anch’esso disposizioni in materia di lavoro pubblico. Sono stati approvati in sede di Commissione i seguenti emendamenti: a decorrere dal 1 gennaio 2009 viene introdotto l’obbligo della trasmissione on-line delle certificazioni per assenze per malattia, sia nel settore pubblico che in quello privato, trasmissione che sarà effettuata direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici di base direttamente all’ INPS, il quale ne trasmetterà copia all’ amministrazione di appartenenza; i dipendenti in posizione di comando o di fuori ruolo presso altre amministrazioni dello Stato diversa da quella di appartenenza sono trasferiti, a domanda da presentarsi entro 30 giorni, nei ruoli dove prestano servizio alla data del 30 settembre 2008; il termine di validità delle graduatorie dei concorsi pubblici viene ampliato a 4 anni (dagli attuali 3), fatti salvi i diversi termini previsti dalle leggi regionali; nelle graduatorie dei concorsi pubblici viene introdotto il titolo di preferenza, a parità di punteggio, relativo alla residenza del candidato nella regione per cui sono stati banditi i posti; nella formazione delle graduatorie nei concorsi pubblici non si tiene conto del punteggio del titolo di studio conseguito richiesto dal bando; viene rilasciata delega al Governo per la definizione dei soggetti addetti ai lavori usuranti, ai fini del loro prepensionamento, con l’estensione di tale previsione agli appartenenti alle forze dell’ordine;infine, un’altra delega al Governo riguarda il riordino delle disposizioni in materia di congedi, aspettative e permessi fruibili dai lavoratori pubblici e privati.

Raider 08.10.2008 ora: 16:23 commenta   leggi commenti (0)
SACCONI, A BREVE TAVOLO PER RIVEDERE DL USURANTI
  10.06.2008

SACCONI, A BREVE TAVOLO PER RIVEDERE DL USURANTI

 

'Sui lavori usuranti riapriremo un tavolo, perchè siamo convinti che l'attuale definizione, in particolare del lavoro notturno, si presta a comportamenti collusivi tra le parti'. A dirlo è il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, nel corso di un'audizione alla Camera.

10/06/2008  12.19


Raider 10.06.2008 ora: 13:47 commenta   leggi commenti (0)
Infermieri, uno su cinque inidoneo a lavori pesanti
  04.06.2008

Infermieri, uno su cinque inidoneo a lavori pesanti
Il Messaggero del 04/06/2008 , articolo di ALESSIA MARANI  ed. Nazionale  p. 35


Al S. Camillo record di assenteismo, 500 esentati su 2.350. Il direttore: un ospedale che va a doppia velocità

su cinque ha chiesto l'esenzione dagli incarichi più pesanti. Un ospedale a "doppia velocità" secondo il direttore sanitario, Fulvio Forino, che promette: «Premi annuali solo a chi garantisce il maggior numero di presenze, meno lavori meno guadagni». E aggiunge: «Esiste uno zoccolo duro che lavora allo stremo delle forze e che è sempre in prima linea, mentre c'è chi, evidentemente, trova il modo per lavorare di meno, nei limiti della legge naturalmente. In reparti ad alta intensità assistenziale come Ematologia o Cardiochirugia, solo per fare un esempio - precisa - il tasso di assenteismo è bassissimo e va da zero a pochi giorni all'anno per ciascun medico o Il medico è malato e il paziente aspetta. Liste d'attesa record e primato per assenteismo di dottori, infermieri e impiegati al San Camillo Forlanini, l'azienda ospedaliera di Monteverde. Secondo una ricerca del Ministero della Funzione Pubblica l'ospedale capitolino sarebbe in cima alla lista per personale che resta a casa per ferie, malattia e permessi speciali: ventisei giorni all'anno rispetto ai tredici, esattamente la metà, della media nazionale. Arrivando a totalizzare nel 2006 ben 131.450 giorni di assenza su un organico, all'epoca, di 5085 unità. Dati su cui grava l'esercito di "inidonei": un infermiereinfermiere. Il dato del Ministero inquadra una situazione molto complessa. Stiamo monitorando il fenomeno e posso dire che la situazione dal 2006 è sicuramente migliorata». A mettere il "freno" al San Camillo ci pensa anche l'esercito dei 500 infermieri "inidonei" esentati dalle funzioni e dai turni più pesanti e per la cui classificazione sono già in corso ulteriori accertamenti sanitari. C'è chi non può sollevare pesi superiori ai cinque chili, chi è depresso. «Non bisogna scordare - afferma Forino che con il blocco delle assunzioni è rimasto al lavoro un personale di elevata anzianità, quindi, maggiormente usurato. Ma va detto anche che nelle ore di assenza vengono calcolate pure quelle destinate all'aggiornamento professionale per cui, negli ultimi due anni c'è stato un grosso input dalla Regione, con 192 progetti e 40 eventi organizzati». Non solo. Storicamente sono i turnisti a richiedere maggiori periodi di pausa per problemi di salute, soprattutto infermieri sottoposti allo stress giornaliero. «Abbiamo 2350 infermieri e circa mille medici. I primi si assentano molto di più rispetto ai secondi che, comunque, in ospedale hanno una base d'appoggio, ricevono i pazienti, concentrano tutta la propria attività», aggiunge Forino. Per Gianni Ronchi, sindacalista della Fials, è quantomeno riduttivo fotografare il San Camillo come il regno degli assenteisti: «Qui c'è gente che lavora da una vita dando l'anima, sacrificando se stesso e la famiglia - dice - Paradossalmente gli infermieri sono pochi, ne servirebbero di più. Ma questo è un problema generale. Gli infermieri mancano in genere, sono richiestissimi dal mercato e quando si fa un concorso c'è il rischio che le graduatorie rimangano incomplete». Una doppia velocità su cui, al San Camillo, viaggiano anche i servizi assistenziali di base, soprattutto quelli effettuati a pazienti esterni del territorio, rispetto a quelli di alta specializzazione (vedi la Traumatologia, l'Emergenza, i Trapianti) per cui, secondo quanto stabilito a livello regionale, si concentrano risorse e obbiettivi aziendali. Ecco così che a Urologia la lista d'attesa per un intervento supera le 500 persone che aspettano da mesi, chi da più di un anno, di essere operate. A Chirurgia vascolare, paradossalmente, i medici chiedono da tempo alla direzione sanitaria di potere operare anche di sabato per smaltire le attese, ma senza ottenere risposta. Il Tribunale per i Diritti del Malato Cittadinza Attiva da tempo chiede che il personale lavori anche il pomeriggio e il sabato per fare fronte all'enorme richiesta di esami ospedalieri, facendo diventare il ricorso all'intramoenia una reale scelta del paziente e non l'unico modo per essere operato o seguito dal medico di fiducia. Richiesta a cui il 20 febbraio scorso il direttore generale Luigi Macchitella rispondeva affermando che «l'ipotesi di impiego del personale dalla mattina a sera richiederebbe una pletorica dotazione organica, tenendo conto del fatto che il contratto di lavoro nazionale prevede 38 ore settimanali, di cui 4 per aggiornamento, per i medici e 36 per gli infermieri. Eppure - sottolineava Macchitella il San Camillo riesce a fare fronte a un milione e mezzo di prestazioni ambulatoriali annue nonostante le carenze organiche». Caso emblematico quello dell'Unità di Diagnostica per immagini decentrata del padiglione "Busi", dove vengono effettuate ecografie, Tac e radiologie. Fino a marzo in regime di produttività aggiuntiva (vale a dire attività al di là del normale orario ma pagata comunque dal servizio pubblico), la divisione garantiva fino a 37mila prestazioni all'anno, lavorando di mattina e pomeriggio. Oggi l'esame pomeridiano se c'è è in intramoenia, vale a dire a prezzo di mercato e pagato di tasca propria dall'utente. E c'è un ultimo paradosso. L'azienda ha scoperto che il 92 per cento degli esami doppler richiesti dall'esterno sono risultati negativi, così come l'82 per cento di quelli cardiologici di secondo livello. Insomma, secondo il San Camillo vi sarebbe una certa "leggerezza" dei medici di base a prescrivere esami finendo per ingolfare l'attività. Tanto che d'ora in poi la necessità dell'esame dovrà essere certificata anche dall'azienda stessa.

Foto: L'ingresso dell'ospedale San Camillo, a Monteverde. La struttura vanta una professionalità molto elevata ma un assenteismo da record. Il Tribunale per i Diritti del malato da tempo chiede il prolungamento degli orari di lavoro per fare funzionare camere operatorie e ambulatori mattina e pomeriggio


Foto: Qui sopra il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo

ASSENZE, MEDIA NAZIONALE 13,1 25,8 È la media di giorni di malattia richiesti in un anno da un dipendente della Sanità pubblica. Nel Lazio, insieme alla provincia di Bolzano, il record di assenze ASSENZA S. CAMILLO Sono i giorni di assenza accumulati in media in un anno dal dipendente del San Camillo. Nel 2006 su cinquemila unità, erano stati registrati ben 131.450 giorni di malattia LISTA D'ATTESA A UROLOGIA PERSONALE INIDONEO 580 La lista d'attesa per Urologia aveva sfiorato quota 600 a marzo. Oggi le persone in attesa sono circa 500. Nel reparto mancano i posti letto per garantire l'assistenza 500 È l'esercito di infermieri e ausiliari che hanno fatto richiesta per l'esenzione dagli incarichi pesanti. C'è chi non può sollevare più di cinque chili e chi soffre di depressione LISTE DI ATTESA NEI REPARTI A Chirurgia vascolare i medici chiedono da tempo di poter operare anche di sabato GIANNI RONCHI SINDACALISTA FIALS «Qui c'è gente che lavora da una vita, sacrificando se stessi e le famiglie»

Raider 04.06.2008 ora: 13:02 commenta   leggi commenti (0)
  01.01.1970


01.01.1970 ora: 01:00
LAVORO: SACCONI, SU USURANTI PROROGA AL 31 DICEMBRE
  29.05.2008

(AGI) - Roma, 28 mag. - “Faremo la proroga nel prossimo consiglio dei ministri”. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, annuncia l’intenzione di prorogare “al 31 dicembre” l’attuazione della delega per il decreto sui lavori usuranti. La delega deve essere attuata entro il 31 maggio, sabato prossimo, pena decadenza. Ieri l’ufficio di presidenza della Commissione lavoro aveva sollecitato il governo a chiedere la proroga per poter giungere finalmente alla conclusione di un iter che dura da oltre 10 anni. (AGI)


Raider 29.05.2008 ora: 17:34 commenta   leggi commenti (0)
Ma chi te lo fa fare di stare in corsia la notte per 1.400 euro?
  11.04.2008

UN INFERMIERE «Ma chi te lo fa fare di stare in corsia la notte per 1.400 euro?»
Il Giorno del 11/04/2008  
 

PER l'Amministrazione ospedaliera lo stipendio base di primo accesso di un infermiere è pari 1.400 euro, escluse le indennità accessorie, quali ad esempio il lavoro notturno, festivo, l'assegnazione in settori di terapia. Un infermiere del Civile, con 12 anni di anzianità di servizio, ci mostra la sua busta paga di marzo: netto a pagare 1.586,38 euro, indennità comprese. Stipendio base 1.601,35 euro. «La maggior parte delle indennità hanno lo stesso valore economico da vent'anni (ccnl del 1987) - afferma -. Inoltre, chi ha conseguito master specialistici a livello assistenziale non può, allo stato dell'arte, beneficiare di una progressione di carriera. È facile dedurre che per quattro miseri penny, un infermiere è ingolosito dal part-time: significa più tempo in famiglia e minor lavoro. Lavoro a giornata vuol dire regolarità della vita quotidiana, sabati, domeniche e feste comandate passate con i propri famigliari e minor esposizione a tumori. Lavorare di notte causa disturbi del sonno e dell'umore. Ma soprattutto: chi glielo fa fare a un giovane di vent'anni di iscriversi tre anni all'università per fare l'infermiere?».

Raider 11.04.2008 ora: 10:15 commenta   leggi commenti (3)
Gli usuranti dividono a sinistra
  20.03.2008

Cdm ha dato il suo via libera al decreto che prevede uno sconto pensionistico per quanti lavorano in settori che usurano. Ma le forze della casa rossa non hanno assunto una posizione unica: Ferrero si è astenuto, Bianchi ha votato si. Il Pdci però si smarca dal suo ministro, criticando insieme a Rifondazione i contenuti dell'atto di governo. Soddisfatta, pur con qualche dubbio, Sd



Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo che riguarda i lavoratori usurati, i quali potranno godere di uno "sconto di età" nel raggiungimento della pensione. Il dlg passerà ora all'esame delle commissioni parlamentari per incassare il loro parere, che dovrà arrivare entro 30 giorni. Un atto che costerà 2,5 miliardi da spalmare in dieci anni e che coinvolgerà circa 5.000 lavoratori, anche se i numeri sono per il momento provvisori.

La catena di montaggio, le attività particolarmente pesanti previste nel decreto Salvi (cave e miniere, amianto, palombari), il trasporto pubblico locale (mezzi di trasporto non inferiori a 9 posti) e il lavoro notturno sono le categorie di lavoratori a cui è riconosciuto uno sconto fino a tre anni sull'età di pensionamento. Anche se per l'ultimo settore è stato definito un meccanismo graduale: chi è soggetto a turni che lo portano a lavorare tra le 64 e le 71 notti l'anno potrà andare in pensione 12 mesi prima; chi lavora tra le 72 e le 77 potrà lasciare due anni prima, mentre chi fa 78 turni di notte e oltre potrà riscattare tre anni.

Soddisfatta la Cgil. "Finalmente si afferma il principio che i lavori non sono tutti uguali", ha dichiarato Morena Piccini, ricordando anche come l'atto di oggi risponda "ad un impegno preso con le parti sociali, con il Protocollo del 23 luglio", oltre a "completare le norme sul superamento dello scalone". Certo, il sindacato non nasconde la necessità di rivedere alcuni aspetti, per esempio "il riconoscimento dei benefici per i lavoratori notturni" su cui, ha detto la sindacalista, "confidiamo che in futuro sia possibile apportare i correttivi necessari".

Diversa la reazione della politica. Se il Pd e alcuni esponenti del governo di area democratica hanno parlato di un successo, più critica la posizione della Sinistra dell'iride, al suo interno oltretutto divisa in particolare nel PdCi.
Al Cdm infatti era assente Fabio Mussi, ma i ministri della casa rossa hanno marcato una differenza fra loro: il responsabile della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (Prc) si è astenuto polemicamente, mentre il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (Pdci) ha votato a favore. Una posizione quest'ultima che non ha trovato riscontro all'interno del partito di Oliviero Diliberto, dove la senatrice Manuela Palermi ha parlato, facendo eco a Rifondazione, di "un risultato assolutamente insoddisfacente". "La platea troppo ristretta di lavoratori, la parte sul lavoro notturno non e' sufficiente" ha spiegato la Palermi, evidenziando anche come "quello approvato oggi dal governo è un provvedimento che conferma il pessimo accordo del 23 luglio".
Diversa la posizione della Sinistra Democratica rispetto agli altri due partiti della falcemartello, già divisi in estate proprio sulla valutazione dell'intesa firmata dalle parti sociali e dall'esecutivo. Titti Di Salvo ha infatti definito l'approvazione da parte del Cdm "una buona cosa" soprattutto per i lavoratori "che attendevano da tempo che i contenuti del protocollo sul welfare su questo punto diventassero realtà". Ci spiega però la Di Salvo che la sua è una valutazione politica: "non avendo letto il testo approvato dal Cdm, posso solo commentare positivamente la decisione del governo di riconoscere finalmente la differenza fra i vari tipi di occupazione e l'esistenza di categorie più fiaccate dal lavoro rispetto ad altre". "Del resto il risultato di questa mattina", aggiunge, "non era affatto scontato soprattutto per l'opposizione della Confindustria". Comunque secondo l'ex sindacalista oggi Sd, "se il decreto varato dal Cdm è conseguente al protocollo, allora il mio giudizio sarà positivo".
Per Cesare Salvi grazie alla Sinistra sono stati approvati in questi giorni due "importanti decreti sul lavoro" (provvedimenti sugli impieghi usuranti e per la sicurezza, ndr). Il senatore non nasconde comunque che si poteva fare di più: "meglio poco che niente, certamente - osserva - l'offensiva dei falchi confindustriali, ben annidati nel Pd, si vede", ha dichiarato.
Maurizio Zipponi condivide con la collega Di Salvo la valutazione politica positiva del dlg, cioè il fatto che dopo anni si arrivi a ratificare che non tutti gli impieghi sono uguali, ma rimane scettico sul merito e i contenuti dell'atto di governo, perché di base scaturisce da un protocollo, quello del 23 luglio, che al Prc non è mai piaciuto. "La platea delle cosiddette attività usuranti riguarda una serie di lavoratori: quelli stabili dal decreto Salvi, quelli impiegati nella catena o a vincolo e, infine, quelli notturni. La nostra critica - ci spiega Zipponi- si concentra proprio su questi ultimi. Si è infatti scelto di definire lavoratore notturno colui che effettua un numero molto alto di notti, cosicchè si è ristretta la platea di quanti possono essere considerati tali e godere di un beneficio pensionistico". Secondo Zipponi i soggetti che pur lavorando di notte non possono godere di una pensione anticipata sono molti e molto ingiustamente discriminati: "gli infermieri, gli impiegati nella siderurgia, coloro che fanno parte del settore delle pulizie delle grandi metropolitane per esempio". Cosa intende fare Rifondazione è chiaro: "Ora il decreto sarà discusso in Commissione -ci dice il responsabile economia del partito- e cercheremo di modificarlo abbassando il tetto numerico di notti stabilito per essere definiti lavoratori notturni". Eppure, ci tiene ad aggiungere, qualche merito l'atto governativo di oggi lo possiede: "per la prima volta dal 1995 si rende esigibile un diritto annunciato: accedere prima alla pensione per il lavoro usurante che si pratica. Un segnale che è stata battuta, per la seconda volta dopo il decreto sulla sicurezza dei giorni scorsi, la Confindustria".


Raider 20.03.2008 ora: 14:04 commenta   leggi commenti (0)
DL LAVORI USURANTI, DOMANI ESAME IN CDM
  18.03.2008

 

 

 

DL LAVORI USURANTI, DOMANI ESAME IN CDM

 

Palazzo Chigi ha reso noto l'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri convocato per domani, mercoledì 19 marzo 2008, alle ore 9. Tra i provvedimenti in esame, il decreto legislativo sui lavori usuranti, la cui delega scade a fine marzo.

18/03/2008  17.37


Raider 18.03.2008 ora: 18:36 commenta   leggi commenti (0)
LAVORI USURANTI, CONFINDUSTRIA CRITICA
  12.03.2008

LAVORI USURANTI, CONFINDUSTRIA CRITICA / SOLE 24 ORE

 

Forti le critiche che arrivano da Confindustria al decreto legislativo sui lavori usuranti, che il governo sta approntando per esercitare la delega (scade il 31 marzo). “Dopo tre mesi di silenzio, il ministero del Lavoro ci ha fatto vedere un testo molto diverso da quello che avevamo discusso nell’ambito dell’Osservatorio che avrebbe dovuto varare il provvedimento. Far rientrare nel concetto di lavoro usurante anche chi fa 64 notti l’anno, non ha alcun riscontro con i parametri che erano stati previsti dal Protocollo sul welfare del luglio scorso”, spiega il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, in un articolo del Sole 24 Ore. Secondo gli industriali, portare a 64 (dalle 80 già delineate dalla legge sull’orario di lavoro) il numero delle notti lavorate significa riconoscere a tutti i lavoratori che, a turni, svolgono lavoro notturno, il beneficio di un anticipo del diritto al pensionamento. Continua Bombassei: “Aver abbandonato un criterio rigoroso, come quello delle 80 notti, e aver aperto a criteri che non hanno riferimenti oggettivi se non la sola volontà di allargare la platea dei beneficiari, potrà creare nuove situazioni di contenzioso sindacale in sede aziendale, ed espone i conti pubblici a gravi rischi, in quanto ogni previsione risulta, a questo punto, scarsamente attendibile”. Una posizione non condivisa dai sindacati, in particolare dalla Cgil: “Il decreto va fatto – ha detto la segretaria confederale Morena Piccinini – inserendo tra gli usuranti i turnisti, come da nostra espressa richiesta”.


Raider 12.03.2008 ora: 10:44 commenta   leggi commenti (0)
Denuncia della CGIL nazionale: sicurezza e lavori usuranti, deleghe ferme al palo
  20.02.2008

Sicurezza e lavori usuranti: due deleghe ferme ai box. Due deleghe su cui il governo aveva contratto impegni politici precisi e che ancora – con motivi e tempistiche diversi – non si sbloccano. “La richiesta del sindacato – dice Paola Agnello Modica, segretaria confederale nazionale della Cgil – è che il provvedimento delegato sulla sicurezza venga emanato al più presto. È necessario, infatti, per rendere pienamente operative le novità introdotte dalla legge 123/07. In particolare, per tutto ciò che riguarda i rischi connessi alla specificità del sistema produttivo italiano, caratterizzato da catene di appalti, subappalti, esternalizzazioni e presenza diffusa di microimprese”.

Solo con il decreto delegato, infatti, sarà concretamente possibile che in ogni luogo di lavoro tutti i lavoratori abbiano i propri rappresentanti per la sicurezza se non diretti territoriali. “Nel frattempo – sottolinea la dirigente della Cgil – l´impegno del sindacato è quello di esigere con forza quanto già previsto dalla legge 123”.

Non meno importante la vicenda che riguarda la delega per l´individuazione dei lavori usuranti: “Il tema – spiega Morena Piccinini, segretaria confederale nazionale della Cgil – è parte integrante dell´accordo che abbiamo raggiunto sullo scalone. È imperativo, pertanto, che la delega venga esercitata e per questo richiamiamo il governo alla sua responsabilità politica”.

Come si ricorderà, l´accordo sulle pensioni era stato raggiunto con lo scaglionamento dell´aumento dell´età minima per la pensione e l´esclusione dei lavoratori in mobilità e, appunto, adibiti a lavorazioni usuranti (legge 247/07). “Tuttavia – conclude la sindacalista – a oggi il governo non ha assunto alcun impegno esplicito di realizzare la delega entro questa legislatura e non è disponibile nessun testo di riferimento. Insomma: ha firmato un accordo ma lascia passare i giorni senza riempirlo di contenuti”.

Raider 20.02.2008 ora: 19:33 commenta   leggi commenti (0)
Maggiore, gli infermieri usano gli antidepressivi
  28.01.2008

La Repubblica del 26/01/2008 , articolo di SILVIA BIGNAMI ed. Bologna p. 9  

UN INFERMIERE su tre costretto a fare uso di farmaci antidepressivi per sostenere lo stress di doppi e tripli turni. Un pronto soccorso in cui si moltiplicano le emergenze, ma intanto si tagliano spazi e personale. E´ il ritratto dell´ospedale Maggiore secondo il consigliere del Cantiere Serafino D´Onofrio, che durante il question time lancia un sos allarmante e chiede al più presto un´udienza conoscitiva col nuovo direttore dell´Asl Francesco Ripa di Meana.
Un ritratto impietoso, sul quale pesa soprattutto il «sovraffaticamento» degli infermieri, "costretti" secondo il consiglieredel Cantiere, a fare uso di farmaci antidepressivi per sostenere i turni di lavoro. Una circostanza, però, seccamente smentita dall´Asl, che parla di «illazioni fantasiose». «Spesso i dipendenti devono lavorare per 13 ore consecutive» ammettono gli stessi rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dell´Azienda.
Oppure sono costretti, per accumulare un giorno di riposo, al cosiddetto «turno lungo» che comprende quello mattutino, dalle 7 alle 13, e quello notturno, dalle 20 alle 7 del mattino seguente.
Troppo, secondo le Rsu, che raccontano di «dipendenti che entrano in analisi, che si tengono su a forza di farmaci e vengono a piangere nelle aule sindacali perché non ce la fanno più». Mentre il centro per i diritti del malato parla di «un 30% di dipendenti che fa uso di antidepressivi». Il tutto in assenza di sostituzioni in caso di malattia o gravidanza. E con la spada di Damocle della Finanziaria, «che ha stralciato, per i dipendenti della sanità, l´obbligo di conservare 11 ore di riposo ogni 24» denuncia Roberto Gnudi, Cgil. «E´ una situazione ancora tollerabile ma molto gravosa» racconta anche Giuseppe Barbieri del reparto Medicina Preventiva: «molti soffrono per i ritmi di lavoro eccessivi, che spezzano i ritmi di vita».
Questa la situazione nell´annus horribilis della sanità bolognese, il 2007, punteggiato da alcuni gravi episodi di malasanità, e dopo che ben tre lavoratori (uno al Maggiore), sempre secondo D´Onofrio, sono risultati sieropositivi al test dell´Hiv. Una situazione che potrebbe peggiorare, soprattutto al Pronto Soccorso di via Nigrisoli, assediato solo poche settimane fa dalla rivolta dei genitori, da ore in attesa di un pediatra che visitasse i loro figli in pieno boom influenzale. Secondo D´Onofrio infatti, si moltiplicano i servizi in un «gigantesco poliambulatorio che segue troppe attività». Per di più, insiste, «con tempi di attesa di cinque o sei ore» e dipendenti «totalmente indifesi di fronte all´ira del pubblico».
Cauto l´assessore alla sanità Giuseppe Paruolo, che difende l´Asl, parlando del 2007 come di «un anno di crescita», ma assicura «approfondimenti» sulle condizioni dei dipendenti, «purché il problema venga sollevato nelle sedi opportune».

Raider 28.01.2008 ora: 17:01 commenta   leggi commenti (0)
GOVERNO/ POLVERINI: LA CRISI LA PAGANO LAVORATORI E PENSIONATI
  25.01.2008

Roma, 25 gen. (Apcom) - Il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, teme che il momento di crisi politica che il paese sta attraversando possa essere pagato da lavoratori e pensionati. Lo ha sottolineato a margine della presentazione del Rapporto Italia 2008 dell'Eurispes, auspicando che "il capo dello Stato voglia percorrere la via più veloce per dare al paese la stabilità politica di cui abbiamo bisogno".

"Non vorrei che come al solito la crisi la pagano i lavoratori e pensionati perché vengono ulteriormente bloccati i provvedimenti di cui si ha tanto bisogno", per aumentare il potere d'acquisto sui salari.

Per questo la segretaria dell'Ugl chiede al capo dello Stato "di fare in modo che qualunque governo ci sia porti avanti provvedimenti importanti" come quello sui lavori usuranti e il testo unico sulla sicurezza.


Raider 25.01.2008 ora: 18:28 commenta   leggi commenti (0)
Medici e infermieri sul piede di guerra
  16.01.2008

Medici e infermieri sul piede di guerra
ItaliaOggi del 16/01/2008 ,
 

Operatori: da rispettare le ore di riposo

Medici e sanitari compatti contro l'abolizione del diritto alle 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore, prevista dalla Finanziaria 2008. Perché violerebbe il diritto dei lavoratori della sanità alla tutela della propria integrità psico-fisica, con il rischio di incidenti ed errori da super lavoro. Questa la reazione unanime degli ordini e delle associazioni di categoria. A cominciare dalla Federazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), che giudica assolutamente fuori luogo un intervento di questo tipo proprio in questo periodo in cui si parla tanto di sicurezza sul lavoro. «Da tempo parliamo del tema sicurezza», ha dichiarato il presidente, Amedeo Bianco, «e cerchiamo di individuare gli elementi di rischio sul lavoro: la stanchezza degli operatori di certo ne fa parte. Se c'è bisogno di personale nelle strutture, va assunto, non è abolendo il riposo, un principio tra l'altro sancito a livello europeo, che si risolvono i problemi». Durissimo anche il commento della Federazione nazionale dei collegi infermieri, che ha inviato ieri una lettera a tutte le istituzioni nazionali e locali, chiedendo il rapido superamento di «una norma lesiva della dignità e della salute dei professionisti che rappresenta». «Evidentemente», ha dichiarato la presidente dei collegi Ipasvi, Annalisa Silvestro, «i rischi per la salute delle persone sono secondari di fronte all'imperativo di contenere i bilanci e di continuare a risparmiare sul personale, soprattutto infermieristico, che massicciamente opera sulle 24 ore con ritmi ed orari di lavoro da più parti definiti massacranti». Per gli anestesisti rianimatori, infine, con questa norma parte l'allarme per errori e incidenti da super lavoro. Ed è il presidente dell'Aaroi (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani), Vincenzo Carpino, a lanciarlo. «Questa iniziativa», ha spiegato, «assunta senza alcun preavviso, arreca un grave pregiudizio alla tutela dei lavoratori del Servizio sanitario nazionale, trascurando soprattutto l'obbligo normativo ed etico di garantire agli utenti la massima efficienza del servizio».

Raider 16.01.2008 ora: 15:03 commenta   leggi commenti (0)
DISEGNO DI LEGGE DI RECEPIMENTO DEL PROTOCOLLO DEL 23 LUGLIO: LA VERITÀ SULLA QUESTIONE DEI LAVORI USURANTI
  14.01.2008

Sono in atto numerose strumentalizzazioni
da parte dei sindacati autonomi relativamente all’ipotetico mancato impegno del sindacato confederale per raggiungere l’obiettivo del riconoscimento fra i lavori usuranti del lavoro notturno del personale della sanità. A tal proposito la Cisl Funzione Pubblica, per bocca del Segretario
Nazionale Daniela Volpato, ritiene opportuno riepilogare tutto il percorso che vede il sindacato confederale quale unico soggetto che ha realizzato alcuni importanti obiettivi.
Il protocollo sul welfare siglato il 23 luglio 2007 prevede il riconoscimento dei lavoratori
considerati notturni secondo i criteri definiti dal D.Lgs 66 del 2003 sull’orario di lavoro (80 notti l’anno) e comunque rinviava a un’apposita commissione l’individuazione degli specifici criteri; inoltre prevede un apposito finanziamento per i lavori usuranti, obiettivo mai ottenuto in precedenza. Nel frattempo la commissione composta dal Ministero del Lavoro e dai soli sindacati confederali ha già avviato un confronto utile all’individuazione di un criterio che prevede il riferimento ai contratti collettivi nazionali di lavoro e quindi per la sanità alle 50 notti annue, criterio che rientra nei limiti finanziari previsti dal protocollo. Il Consiglio dei Ministri ha successivamente approvato un disegno di legge di recepimento del protocollo peggiorativo, anche sul punto dei lavori usuranti. Il sindacato confederale è intervenuto immediatamente presso il presidente
del Consiglio dei Ministri, ottenendo la riapertura del confronto che riporta nel disegno di legge tutti i contenuti del protocollo
del 23 luglio, anzi migliora alcuni aspetti. In particolare sulla parte relativa ai lavori usuranti è stata confermata l’eliminazione
del tetto numerico dei 5.000 lavoratori e il termine di avvio del 1° gennaio 2008, che era stato modificato con la previsione del governo di una delega a 6 mesi. Il disegno di legge è approdato quindi alla Camera, dove una parte del governo e del sindacato autonomo, malgrado l’importante esito del referendum promosso dal sindacato confederale, ha proseguito nel tentativo di modificare il testo con il rischio di ritardarne l’approvazione. Il testo è stato poi approvato dalla Camera dopo la scelta del Governo di porre la fiducia sul provvedimento, e dovrà iniziare nei prossimi giorni l’iter al Senato, dove il Governo dovrà valutare se porre la fiducia considerato che sono stati presentati
oltre 300 emendamenti. All’attualità, esso prevede per i lavori usuranti quanto concordato nel protocollo del 23 luglio e la successiva approvazione di uno o più decreti attuativi da emanare, previo confronto
con il sindacato.
In sintesi, le novità principali del protocollo sono le seguenti. I lavoratori che abbiano svolto attività particolarmente usuranti, per almeno la metà del periodo di lavoro complessivo
(o nel periodo transitorio almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa), potranno accedere al pensionamento con requisito anagrafico ridotto di 3 anni, rispetto a quello previsto. Le attività che danno luogo ai benefici saranno definite da una speciale Commissione Governo–sindacati,
che dovrà tenere conto: dell’elenco dei lavori particolarmente usuranti già individuati dal Decreto del Ministro del Lavoro del 1999 (lavori in galleria, cava o miniera, in cassoni ad aria compressa; lavori svolti dai palombari; lavori ad alte temperature;
lavori espletati in spazi ristretti; lavori di asportazione dell’amianto); dei lavori considerati notturni secondo le norme definite dal contratto di lavoro o, in caso di assenza di normativa, sulla base delle modalità stabilite dal D. Lgs 66/2003; dei lavori a linea catena (produzioni di serie nell’industria; lavori a ritmo produttivo vincolato e collegati o misurati da tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenza di postazioni; lavori con ripetizione
costante del ciclo lavorativo, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi), escludendo gli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al controllo di qualità o al rifornimento materiali. Il numero annuo degli aventi diritto al beneficio è stimato per un costo complessivo, nel decennio, pari a circa 2,5 miliardi di euro (comprensivo di tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati). La Commissione prevista dal protocollo e composta dai rappresentanti delle Confederazioni aveva già iniziato i suoi lavori e aveva già previsto di considerare fra i lavoratori notturni coloro che effettuano, a norma di contratto di lavoro la media delle 50 notti l’anno come nel caso del personale del servizio sanitario nazionale. Tale previsione
deve essere oggetto di confronto con il Ministero del Lavoro e dell’Economia e deve essere recepita nei decreti attuativi. La Cisl Funzione Pubblica, insieme alle altre confederazioni, è impegnata per un esito positivo di tale percorso.

Raider 14.01.2008 ora: 16:56 commenta   leggi commenti (5)

RDF

RSS 0.91
< Marzo 2010 >
L M M G V S D
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
Crea il tuo blogLoginPubblicitàAggiungi al MIX  
Excite UKExcite FranceExcite DeutschlandExcite EspañaExcite NederlandExcite JapanExcite USA