Camici Errori all'emergenza Il cosiddetto Medmarx è
un programma accessibile su Internet che permettere di raccontare in
modo anonimo, confidenziale, errori di medicazione al pronto soccorso.
È stato disegnato per gli ospedali interessati a raccogliere
informazioni e prevenire errori. I risultati sono: 13.932 errori
accaduti in 496 strutture. 78 errori su 100.000 visite. I medici sono
stati responsabili del 24% degli errori, le infermiere/i del 54%. I più
comuni sono accaduti in fase amministrativa (36%), nella definizione di
quantità e dose (18%), mancato rispetto delle procedure (17%), errori
di comunicazione (11%). Le cause più frequenti sono state la
distrazione (7,5%), situazioni di emergenza (4,1%), eccessivo carico di
lavoro (3,4%). Danni seri si sono registrati nel 3% degli errori. Le
azioni a seguito dell'errore commesso hanno riguardato un'informazione
specifica dello staff che ha commesso l'errore (26%), il miglioramento
della comunicazione (26%), una formazione ad hoc (12%). Pazienti e
familiari sono stati informati dell'errore nel 2,7% dei casi (quasi
mai). La ricerca conclude che gli errori avvengono in situazioni di
caos o accelerazione del lavoro. Ciò che invece insegna agli italiani è
che nessuna Asl e quasi nessun ospedale ha realizzato un sistema di
report efficace, fregandosene delle disposizioni dell'ex ministro Livia
Turco. Esiste un sistematico disprezzo di pazienti e familiari per i
quali la trasparenza e la comunicazione sono una chimera (anche in USA
dove si raccontano bugie al 97,3% di pazienti e familiari).
(www.medmarx.com).
Nel prendere visione della Vostra nota del 26
novembre Prot. 1040-fax assumiamo con estrema preoccupazione e con grande
disappunto l’utilizzo ancora una volta strumentale di ogni nostro tentativo di
ricercare soluzioni a condizioni di oggettiva difficoltà, che apprendiamo dalla
vostra nota non ricorrere nel vostro caso, e utili alla definizione del rinnovo
contrattuale 2006-2007.
A seguito di tale presa d’atto le nostre
organizzazioni sindacali non mancheranno all’incontro di confronto da Voi
proposto per il giorno 4 dicembre p.v. ricordandovi che l’argomento all’ordine
del giorno è il CCNL 2006-2007 scaduto da tre anni, il cui rinnovo è un onere dei
datori di lavoro pubblici e privati in questo paese, al fine di garantire a tutti i lavoratori impiegati
nelle strutture aderenti alla Vostra associazione un salario adeguato.
Sono 28 contratti scaduti a ottobre. Il 30% dei
lavoratori aspetta il rinnovo. Le retribuzioni a ottobre sono aumentate
del 3,6% rispetto al 2007, mentre hanno registrato una variazione nulla
sul mese precedente. Grandi imprese: in calo l'occupazione
A
ottobre resta invariato su base mensile il numero di lavoratori in
attesa di rinnovo contrattuale. Lo rende noto l'Istat, specificando che
nel mese scorso nessun accordo è scaduto o è stato rinnovato. A fine
mese risultano dunque in vigore 48 intese, che regolano il trattamento
economico e normativo di circa 8,6 milioni di dipendenti, mentre sono
scaduti 28 contratti, relativi a circa 3,6 milioni di dipendenti.
Considerando l'economia complessiva, la quota di lavoratori che
aspettano il rinnovo è pari al 29,5%, anche questa invariata sul mese
precedente, ma in forte calo rispetto al 57,5% di ottobre 2007.
Per quanto riguarda le retribuzioni contrattuali orarie, a ottobre sono
aumentate del 3,6% rispetto ad ottobre 2007, mentre hanno registrato
una variazione nulla sul mese precedente. A ottobre l'inflazione è
stata del 3,5%
L'Istat, precisa che si sono registrati gli aumenti tabellari previsti
dai contratti servizio smaltimento rifiuti (aziende private e
municipalizzate) e scuole private religiose, l'erogazione
dell'indennita' di vacanza contrattuale per i dipendenti regolati
dall'accordo autostrade e l'incremento di specifiche indennita' in
taluni contratti provinciali dell'edilizia.
Dal confronto tra i diversi settori emerge che gli incrementi piu'
elevati sono stati registrati nell'edilizia, nelle regioni e autonomie
locali (entrambi +5,7%), nel servizio sanitario nazionale (+5,5%),
pubblici esercizi e alberghi e scuola (per entrambi +5,3%). Gli aumenti
più bassi hanno riguardato forze dell'ordine (+0,5%), militari-difesa
(+0,7%), attivita' radiotelevisive (+1,4%), poste e telecomunicazioni
(+1,9%). Relativamente alla quota di contratti nazionali vigenti, nel
settore della pubblica amministrazione tutti i contratti osservati
dall'indagine sono attualmente in attesa di rinnovo e pertanto la
copertura e' nulla. Si rileva invece una copertura totale per
agricoltura, edilizia, commercio, pubblici esercizi e alberghi e
credito e assicurazioni; una quota di copertura elevata si registra
anche nell'industria in senso stretto e nei servizi privati alle
imprese e alle famiglie; un grado di copertura inferiore nei trasporti,
comunicazioni e attivita' connesse.
L'Istat ha anche diffuso i dati sull'occupazione (in calo) nelle grandi
imprese. A settembre si registra un decremento dello 0,2% su base annua
al lordo della Cig e dello 0,4% al netto. Il dato congiunturale segna
invece un incremento dello 0,2% al lordo della cassa integrazione e
dello 0,1% al netto. A settembre, in particolare, l'occupazione nelle
grandi imprese dell'industria ha registrato un calo tendenziale
dell'1,2% al lordo della Cig e dell'1,8% al netto della Cig, mentre su
base mensile e' aumentata dello 0,1% sia al lordo che al netto della
Cig. Nei servizi, invece, si e' avuto un aumento dell'occupazione su
base annua dello 0,3% sia al lordo che al netto della Cig e su base
mensile dello 0,1% sia al lordo che al netto della Cig.
Contratto statali: Podda (Fp Cgil): aumento 40 euro è social card del pubblico impiego
I 40 euro netti di aumento per il contratto del
pubblico impiego “sono la social card degli statali”. Lo ha
sottolineato il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda,
intervenendo all'assemblea nazionale della categoria dei medici.
“Evidentemente – ha aggiunto il dirigente sindacale – la cifra di 40
euro è un leitmotiv di questo governo”.
Deve leggere, è uno dei suoi obblighi in un certo senso. Diversamente, non sarebbe aggiornato.
I vostri utenti leggono con regolarità le riviste mediche o al bisogno, per trovare informazioni?
È difficile rispondere alla domanda, perché avendo ormai tutti il
collegamento elettronico, sfuggono ad un nostro controllo. Direi,
comunque, che leggono senz'altro un certo numero di riviste, che ogni
utente sceglie e continua a seguire nel tempo con regolarità. Molti,
per esempio ricevono gli e-alert sugli aggiornamenti. Le altre riviste,
quelle considerate un po' più marginali rispetto al proprio lavoro,
vengono consultate al bisogno, per esempio per fare una ricerca; e a
questo punto, noi ce ne accorgiamo, perché ci chiedono anche copie di
lavori che non abbiamo.
Dunque, i ricercatori ne fanno un uso abbastanza informato...
Sicuramente. E questo anche grazie alla partecipazione ai corsi di formazione che noi organizziamo.
Anche studenti e specializzandi usano la biblioteca?
Da noi è un po' diverso dall'Università. I nostri specializzandi, in
genere, sono qui per fare o un post-doc o un post-diploma. Qualche
studente viene da noi per fare la tesi di laurea. Tutti hanno accesso
alla biblioteca e possono usare le risorse bibliografiche, in teoria.
E in pratica? Credo che lo studente più giovane
usi meno la biblioteca, anche se a me capita di vedere che ci sono
richieste dai più giovani. Diciamo che il ricercatore junior usa la
biblioteca un po' meno rispetto al senior.
Leggono l'inglese facilmente?
Per accedere al nostro istituto (come ricercatore, ndr)
è necessario fare un esame, che comprende anche la valutazione sulla
conoscenza della lingua inglese. La conoscenza dell'inglese è quindi
richiesta e testata: poi, lo sapranno più o meno bene, ma è comunque
uno degli obblighi.
Le funzionalità nuove dei siti delle riviste (podcast, blog, video) sono usate?
Stiamo cominciando a usarle. In questi giorni, con Eugenio Santoro
stiamo facendo i corsi sul web 2.0; è la seconda tornata che
organizziamo e per la prima volta, abbiamo visto che non soltanto gli
esterni partecipano, ma anche gli interni. Ciò vuol dire che, almeno in
teoria, molti cominciano a pensare di giovarsi di certe funzionalità.
Poi, in effetti credo che in pochi le useranno. I giovani sono più
portati a usare i blog, ma ritengo più per un diletto personale che per
finalità scientifiche.
Secondo lei, quali di quelle funzionalità sono in concreto più promettenti?
Penso che, il giorno che riuscirà a prender piede veramente, il web 2.0
sarà la funzionalità più usata. Il fatto di potere creare un'agenda di
articoli pubblicati sulle riviste, in un modo un po' più sistematico di
quanto facciano oggi gli alert che arrivano per e-mail, credo che
davvero farà la differenza.
Qual è il ruolo del documentalista?
Da noi il lavoro del documentalista si svolge lungo due possibili
strade. Una è quella di insegnare ad usare tutti gli strumenti che
abbiamo a disposizione, sia attraverso i corsi di cui ho detto sia
seguendo di persona gli utenti. L'altra strada consiste nell'affiancare
i grossi progetti di ricerca. I ricercatori partono da quello che noi
tiriamo fuori come documentazione. Se parliamo di una revisione
sistematica, è chiaro che prima bisogna passare dalla biblioteca per la
raccolta dei dati. Noi, quindi, ci collochiamo proprio nelle fasi
iniziali del progetto.
Quali sono i problemi maggiori delle biblioteche scientifiche oggi?
Bella domanda! Senz'altro si tratta di problemi di ordine economico. I
fondi sono sempre meno e purtroppo, in molte strutture - non parlo
della mia, che è una realtà molto favorevole - come nelle università e
negli ospedali, se si deve tagliare lo si fa prima di tutto a spese
delle riviste. Anche perché alcuni aspettano che sia trascorso un tempo
definito, affinché certe riviste diventino liberamente accessibili. Un
altro problema è, credo, il non avere più il vero contatto con l'utente.
Ci spieghi meglio...
Essendo tutti collegati in rete, succede che la biblioteca sia
frequentata sempre meno, nonostante sia nuovissima. Al San Raffaele per
esempio, la biblioteca è molto bella, però è principalmente frequentata
dagli studenti che vanno lì per studiare, non per utilizzare le risorse
della biblioteca. L'elettronica ha molto contribuito a togliere
l'utente dalla biblioteca reale. Infine, va detto che molte strutture,
in Italia, non sono dotate di personale addetto a svolgere il lavoro
del documentalista di appoggio alla ricerca clinica e di base. Vorrei
quasi fare un appello a tutte le strutture sanitarie del Paese,
affinché si dotino di documentalisti.
Luca De Fiore, direttore generale de Il Pensiero Scientifico Editore
"No, non è possibile. Dimmi tutto ma questo no, non ci posso credere. Stai scherzando." La notizia è finita pure su Yahoo! Answers
dove un'infermiera chiede al mondo: "Perché dal giorno 21 novembre
verrà sospeso il sistema di aggiornamento online per operatori
sanitari?". Perché sì. Punto. E il bello (bello?) è che c'è poco da
dire e quel poco da dire, per un palese, solare conflitto di interessi,
non sarebbe giusto che fosse scritto su Va' Pensiero.
In
questi casi – quando non sai da dove cominciare o per pudore ti
trattieni – puoi essere sicuro che le parole per dire ciò che vorresti
le trovi in un libro. Anche perché, hai voglia a cercare una sponda tra
gli amici che hanno condiviso l'avventura: il Professore? In
Commissione. L'altro? "Dirò al Primario che ha chiamato." L'altro
ancora? In Direzione generale per il progetto linee guida. Quell'altro
ancora, ancora? In Regione in Commissione. Aridaje con ‘sta Commissione
(ma quanta gente c'è "in Commissione?"). Comunque, basta cercarle e
in un libro le trovi, le parole. Per esempio in questo che non hai
avuto il coraggio di mettere in scaffale (occhiata di controllo: da
marzo a novembre: otto mesi – Nello stesso tempo: At the same time
– di sopravvivenza tra i giornali in soggiorno: mica male). A un certo
punto, Susan Sontag dice della componente etica dello scrivere storie,
che non sta "nella contrapposizione di una verità alla falsità della
cronaca. Sta nel modello di completezza, di intensità, di illuminazione
fornito dalla storia, e dalla sua risoluzione – che è l'opposto del
modello di ottusità, di incomprensione, di passivo sgomento, e
conseguente ottundimento dei sentimenti, offerto dalla sovrabbondanza
di storie inconcluse disseminate dai media".
Hai
presente quello che a tutti i costi in uno squarcio tra le nuvole vede
un cuore? Ebbene, sarò fissato, ma in questo "modello di completezza"
vedo anche un po' del Progetto Ecce. Tante "storie", decine, centinaia,
costruite secondo un format originale che rappresenta un vanto
per la Sanità italiana a livello internazionale. Storie "vere" perché
complete, intense, risolte nel percorso logico di più di centomila
medici, infermieri, farmacisti italiani. Utenti oggi finalmente restituiti dalle istituzioni alla educazione continua a (debita) distanza
dagli interessi dei cittadini, dei quali il personale sanitario
dovrebbe prendersi cura e (auspicabilmente) non far ammalare. Utenti
finalmente restituiti – nella veste e nelle pantofole di cittadini –
alle storie della sanità televisiva, "modello di ottusità, di
incomprensione, di passivo sgomento, e conseguente ottundimento dei
sentimenti, offerto dalla sovrabbondanza di storie inconcluse
disseminate dai media". Ecce Medici, Infad, Bifad: chiusi. Rasi al suolo.
Del resto, come recitava un fugace comunicato ufficiale, nel nostro
Paese l'educazione continua in medicina è in continua evoluzione.
(Evoluzione?)
Dunque, per una volta raccontiamo Pagine chiuse.
Fatto sta, però, che a questo Progetto hanno lavorato due case editrici
di quelle che Giulio Einaudi definiva "non qualunque". Quelle che
trovano ragion d'essere nel "prevedere quello che può essere il gusto
del lettore di domani". Una è Zadig, che ha inventato e sostenuto ECCE
con il Centro Cochrane italiano; l'altra cerca di mantenersi in
costante apprendistato, dopo sessant'anni dalla nascita, alla ricerca
di prospettive che non coincidano con quelle più ovvie. Per entrambe,
il consenso e l'entusiasmo dei centomila che hanno maturato gratis
oltre tre milioni di crediti ECM sono un punto di partenza, non
d'arrivo né di conclusione. In un'Italia tanto poco abile sia nel
rinnovarsi sia nel conservarsi (e Italo Calvino scriveva questa frase
nel 1970), quello che continuiamo ad amare di più è il libro che non
abbiamo ancora scritto, quello che ci piacerebbe leggere; il "momento
formativo" che dobbiamo ancora inventare. A quello dobbiamo guardare, alle nuove Pagine aperte oggi, in casa editrice, di cui con gioia vi diremo già sul prossimo Va' Pensiero.
Roma, 25 nov. (Adnkronos Salute)
- Non solo stress da scrivania o sindrome del lunedì mattina. Fare i
conti tutto il giorno in ufficiocon un capo ritenuto incapace può
insidiare la salute dei sottoposti, aumentando il rischio di problemi
al cuore. Lo rivela un team di ricercatori svedesi, che ha scoperto uno
stretto legame tra scarsa leadership e pericolo di serie malattie
cardiache e infarto, dopo avermonitorato oltre 3 mila impiegati maschi
della zona di Stoccolma. Inoltre sembra che questo effetto deleterio
per il cuore aumenti in base al tempo trascorso alle dipendenze
dell'azienda funestata dal cattivo dirigente. Insomma, lo studio
pubblicato su 'Occupational and Environmental Medicine' non farà
sorridere chi è afflitto da un boss scarso o incapace. Gli esperti
spiegano che il fatto di sentirsi sottovalutati e non sostenuti nel
proprio lavoro può causare stress, favorendo cattiveabitudini come il
fumo e il ricorso a un eccesso di alcolici per dimenticare le
frustrazioni in ufficio, o una dieta squilibrata e pocoesercizio
fisico. Risultato? Il cuore degli impiegati fa cilecca. Precedenti
studi hanno dimostrato che i capi incapaci fanno salire la pressione
dei loro dipendenti, e un'ipertensione persistente può aumentare il
rischio d'infarto. Per quest'ultima ricerca gli studiosi del Karolinska
Institutet e dell'Università di Stoccolma hanno monitorato la salute
cardiovascolare di 3 mila dipendenti tra i 19 e i70 anni, per un
periodo di quasi 10 anni. In questo lasso di tempo si sono verificati
74 attacchi cardiaci fatali e non, angina acuta o decessi per malattia
ischemica del cuore. Tutti i partecipanti dovevano dare un voto - con
regolarità - allo stile di comando dei loro senior manager. Così si è
visto che per lo staff che giudicava i capi meno competenti il rischio
di gravi problemi cardiacisaliva del 25% rispetto alla media. E per
quelli che lavoravano per oltre 4 anni alle dipendenze di boss incapaci
il pericolo era addirittura più alto del 64% rispetto ai colleghi più
fortunati. Non solo. Il dato si è rivelato costante, indipendentemente
da classe sociale, cultura, reddito e stile di vita dei dipendenti
monitorati. Dunque anche dal vizio delle 'bionde' o dal fatto di fare
esercizio, soffrire di diabete o pressione alta. I ricercatori - che
hanno collaborato anche con colleghi dell'University College di Londra
(GB) e del Finnish Institute of Occupational Health (Finlandese) -
spieganoche, dato il rapporto causa-effetto evidenziato dallo studio,
il comportamento dei manager dovrebbe essere 'corretto' in modo da
evitare il rischio di serie malattie cardiache tra i sottoposti. Ma
come? I 'cervelloni' suggeriscono ai capi di dare agli impiegati chiari
obiettivi di lavoro e sufficiente potere in relazionealle loro
necessità. Sembra banale, ma evidentemente non lo è. "Questostudio
limitato e tutto al maschile - commenta Cathy Ross, infermiera
specializzata in cardiovascolare della British Hearth Foundation -
suggerisce che una relazione buona e trasparente con il tuo capo può
aiutare a difendersi dalle malattie cardiovascolari. Sentirsi
sottostimato e non sostenuto può causare stress, e questo spesso portaa
cattive abitudini", dal fumo, all'eccesso di alcolici al consumo di
cibi spazzatura, fino alla scarsa o inesistente attività fisica.
"Cosìil rischio di problemi cardiovascolari si impenna. Essere attivi e
attenti al benessere - conclude la Ross - può regalare un doppio
beneficio: contrastare lo stress da lavoro e migliorare la salute del
cuore".
nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL 2006/2007
Sanità privata, ieri abbiamo avuto incontri (distinti) con i
vertici della Fondazione Don Gnocchi e con quelli di AIOP.
FONDAZIONE DON GNOCCHI
L’incontro della mattinata con la Fondazione Don Gnocchi ha
avuto un esito che possiamo definire sostanzialmente positivo.
Dopo approfondito confronto abbiamo condiviso con la Fondazione un
percorso che, nell’arco dei prossimi venti giorni potrebbe portare,
finalmente, alla sottoscrizione di un contratto con relativi aumenti
economici per il biennio 2006/2007.
Tre le tappe già condivise insieme alla Fondazione:
nella prossima riunione ( entro una settimana),
un approfondimento definitivo sulla tabella degli incrementi salariali
e sugli arretrati; è ormai
definitivamente condiviso dalla Fondazione il principio di aumenti
salariale parametrati (come d’altronde è già stato
negli scorsi accordi contrattuali) sul “pubblico”;
successivamente (entro due settimane), la definizione
di un testo di Contratto che, così come già detto
nei precedenti comunicati, oltre alle decisioni di natura economica,
riconfermi, rendendola immediatamente operativa, la commissione
paritetica di cui al punto quattro del precedente accordo contrattuale
e i suoi specifici obiettivi;
entro la prima quindicina del mese di Dicembre la firma definitiva
del Contratto nazionale di lavoro.
Vi terremo costantemente
informati sull’esito dei prossimi incontri e, soprattutto, sulla
loro aderenza agli impegni assunti dalla Fondazione.
AIOP
Nel pomeriggio, invece, abbiamo
vissuto tutta un’altra storia.
La trattativa con
AIOP è, sostanzialmente, arrivata ad un punto che definire critico è un
eufemismo.
L’atteggiamento
assunto da AIOP durante tutto il corso della trattativa non ha
mai fatto prefigurare percorsi lineari ed obiettivi condivisibili;
ripetutamente AIOP ha affermato la precisa volontà di non procedere
alla sottoscrizione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Le iniziali proposte di AIOP,
oltretutto riconfermate chiaramente anche nella seduta di ieri, erano TRE:
Contratti Regionali
Contratti interregionali
Contratto Collettivo Nazionale con aumenti di un euro pro-capite
Per contrastare tali
inaccettabili proposte abbiamo provato a sperimentare in questi
giorni la fattibilità di un percorso che, garantendo la caratteristica
collettiva e nazionale del Contratto di Lavoro, uniformemente
applicato in tutte le Regioni del Paese, provasse a verificare,
condividendole e certificandole, le reali situazioni di crisi
del settore.
Dobbiamo, però,
prendere atto, anche alla luce degli esiti dell’incontro di ieri,
che per AIOP la questione non è la compatibilità economica
di un Contratto di lavoro o le situazioni di difficoltà legate,
ad esempio, ai piani di rientro per le Regioni con problemi di
bilancio, ma la natura “nazionale” del Contratto.
Chiaramente emerge
la precisa, lucida e determinata volontà di NON FARE IL CONTRATTO
continuando nella perversa ed inaccettabile pulsione a lucrare
non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sulla pelle dei
lavoratori.
Il prossimo incontro
sarà allora determinante: o si riporta la trattativa su di un naturale
percorso che abbia come sbocco il Contratto Nazionale di Lavoro,
pur con tutti i doverosi approfondimenti sulla sua capacità di
piena ed incondizionata applicazione in tutte le Regioni o, lo
diciamo sin da adesso, la trattativa si interromperà e riprenderà a
tutti gli effetti lo stato di agitazione e la mobilitazione dei
lavoratori, oltretutto mai formalmente sospesa.
Nelle prossime ore
vi informeremo degli ulteriori sviluppi di questa trattativa.
Continua il mistero sul calcolo delle
assenze da parte del Ministro Brunetta: comunicato stampa di Carlo
Podda Segretario Generale FPCGIL Nazionale
Continua il mistero sulle
fonti alle quali il Ministro Brunetta attinge per dare i suoi numeri
sulle assenze. Non si sa quale sia la base statistica su cui prosegue
la rilevazione. Ma c'è da temere che sia ancora quella piuttosto
incerta dei mesi precedenti.
Ciò che rimane certo è invece che
a questo personale, che secondo il Ministro sarebbe con tali forze
presente, la risposta che viene data è il taglio a gennaio delle buste
paga e nessuna risorsa per maggiore produttività.
Nel
frattempo in tutti gli enti vengono sottratti 30 euro a chi è
fintamente malato, e ciò è sacrosanto, ma anche a chi è veramente
malato, a chi dona il sangue o il midollo osseo, assiste disabili, o
figli malati con età inferiore ai tre anni.
Infine abbiamo una
curiosità da soddisfare: ma se gli assenteisti (di sinistra) sono così
tanti, come sostiene il Ministro, come mai agli scioperi indetti dalla CGIL (di sinistra) partecipa, sempre secondo le scientifiche rilevazioni del Ministro, solo il 7% dei dipendenti?
Non è che dovrebbe mettersi d'accordo con se stesso?
Sanità, inchiesta Cgil sulle liste della vergogna La Nuova Sardegnadel 15/11/2008
La
Funzione pubblica in campo contro le lunghe attese per una visita
medica - «Sei mesi per prostata 4 per mammografia e sei per il cuore»
NUORO. Sanità,
ma non è tutto oro ciò che luccica nelle conferenze stampa. Ora la Cgil
torna all'attacco e spara su tutto il fronte: a cominciare dalle lunghe
liste d'attesa, che salgano di anno in anno, lasciando a terra anche i
malati gravi e le donne incinte. L'inchiesta fatta dal sindacato mette
il dito anche in altre piaghe, come la carenza di personale. Infine
l'accusa alla Regione di dare pochi soldi a Nuoro e tanti, invece, ai
soliti poli forti. Ma tanti anche a Sanluri. L'inchiesta della
Cgil comincia dai livelli minimi di assistenza. E scopre che nelle
diverse Unità ospedaliere vi è carenza di quasi tutte le figure
professionali, medici compresi. E in particolar nelle Unità di
emergenza. Alcuni esempi? Neurochirurgia, Rianimazione, ma soprattutto
Emodinamica, dove la notte - denuncia la Cgil - il servizio è chiuso
per «mancanza di infermieri
e di posti letto». E non ci sono «garanzie per gli infartuati». Nel
Pronto soccorso poi i pazienti sono costretti a lunghe ore di attesa. Liste d'attesa.
Ma sono le liste di attesa a fare impressione. La Funzione pubblica
Cgil nuorese dà questo grafico allarmante: 4 mesi di attesa per una
mammografia; 6 mesi per una ecografia cardiaca; 4 mesi per una visita
odontoiatrica; 4 mesi per una ecografia addome; 3 mesi per una visita
oculistica; 7 mesi per ecodoppler tronchi sovraortici; 5 mesi per una
visita nefrologica; 6 mesi per una visita urologica; 5 mesi per una
visita allergologica pediatrica; e addirittura 1 anno per una visita
odontoiatrica. Investimenti. L'altro dato negativo viene
dalla distribuzione delle risorse che «penalizza» la Asl di Nuoro. I
862 milioni di euro della Regione sono finito così: alla Asl di
Cagliari 249,8 milioni di euro; Asl di Sassari 208 milioni; Asl di
Nuoro 7,5 milioni; Asl di Oristano 13,7 milioni; Asl di Olbia 16,4
milioni; Asl di Carbonia 42,2 milioni; Asl di Sanluri 52,3 milioni; Asl
di Lanusei 5,6 milioni. «Dopo lo sciopero generale del 17 ottobre -
commenta Michelangelo Gaddeo della Cgil - ci aspettavamo un attenzione
maggiore dal governo regionale al dramma delle zone interne, invece
basta esaminare la ripartizione dei fondi straordinari del piano di
investimento sanitario 2008, per capire che non c'è assolutamente un
cambio di rotta nelle politiche regionali. La delusione che proviamo è
tanta. Ancora una volta sono le popolazioni del centro Sardegna ad
essere penalizzate in modo pesante». Project financing. «Ci
si era illusi, sbagliando - continua Gaddeo - che con l'ingresso del
privato e con il progetto di finanza si sarebbe realizzato il terzo
polo sanitario e tutte le problematiche dell'Azienda sanitaria n. 3
sarebbero state risolte. Purtroppo bisogna prendere atto che la
situazione è molto diversa». Il Progetto Finanza per la Cgil comporterà
un costo di circa un miliardo di euro da restituire in 27 anni dal
proprio bilancio. Prestazioni aggiuntive. Secondo la Cgil
per fronteggiare l'emergenza l'Asl sta ricorrendo a prestazioni
aggiuntive, a traordinari per medici, tecnici e infermieri,orari prolungati, doppi turni. Il San Francesco starebbe scoppiando. Turni di servizio.
Il sindacato denuncia che molti turni non sono conformi alle norme e
che nei nei reparti di degenza si capisce chiaramente che la dotazione
organica attuale è carente. I turni vengono dunque modificati quasi
ogni giorno rendendo problematico il recupero psicofisico dei
lavoratori. In molte unità operative vi è la presenza di un solo infermiere per turno. In altre non sono presenti le figure ausiliarie di supporto. Ne deriva che infermieri
e tecnici sono costretti all'attribuzione forzata di mansioni
improprie. Il demansionamento diventa regola. L'Asl inoltre tiene in
piedi diversi servizi e attività facendo ricorso alle prestazioni
aggiuntive e soprattutto agli istituti della pronta disponibilità e
dello straordinario. Qualche esempio: nei nuovi Servizi come
l'Emodinamica, Pronto Soccorso, Sala Operatoria e Traumatologia
lavorano medici, infermieri
e tecnici che svolgono turni dalle 18 ore alle 24 ore e più, con una
ricaduta negativa sulla qualità delle prestazioni. Ulteriore causa di
disorganicità nella gestione delle risorse umane per la Cgil deriva
dall'utilizzo di decine di infermieri, tecnici, personale ausiliario, in funzioni amministrative. Ciò determina la carenza nei servizi sanitari. Part time e maternità.
Secondo la Cgil con un atto unilaterale l'Asl avrebbe modificato
l'orario di lavoro del personale Part time disorganizzando la vita
familiare delle donne. Inoltre non si applicano correttamente i
benefici previsti dal D.Lgs 151 a tutela delle lavoratrici madri. Parcheggi.
Sempre con un atto unilaterale anche la società che gestisce i
parcheggi avrebbe modificato il pagamento in alto anche per gli
operatori sanitari.
“La realtà è molto diversa da quella descritta dal Sole
24 Ore: nei tre anni presi a riferimento solo il 13,45 per cento degli
impiegati pubblici è stato promosso". A dirlo è il segretario generale della Fp Cgil Carlo Podda,
contestando l'articolo de quotidiano finanziario sulle 'promozioni
garantite a tutti' per i dipendenti del pubblico impiego: "Solo le
progressioni verticali rappresentano una promozione, e si raggiungono
tramite concorso pubblico, come sanno tutti quelli che hanno letto le
regole individuate nei contratti collettivi. Ricordiamo che riguardano
posizioni economiche e sono interamente finanziate con i fondi per il
salario accessorio, quindi non solo non sono delle promozioni ma non
producono variazioni sulla retribuzione media. Oltretutto questi fondi
sono alimentati, a partire dal 2004, solo dalle risorse provenienti dal
contratto nazionale, quindi con le risorse che dovrebbero garantire il
potere d'acquisto delle retribuzioni".
Podda commenta anche le 'punte' delle agenzie fiscali (al 16,58 per
cento) e delle Regioni e autonomie locali (al 21,56). “Nel primo caso –
spiega Podda - bisognerebbe ricordare che in quel settore, grazie alla
contrattazione integrativa, si è ristrutturato completamente il lavoro,
con processi di riqualificazione delle professionalità e mobilità sul
territorio, con evidenti miglioramenti della qualità del servizio e
innovazioni che da altri paesi europei vengono presi a modello. Anche
il settore delle Regioni e delle autonomie è attraversato da
cambiamenti, ma le retribuzioni sono ferme a circa 25 mila euro lorde
all'anno, comprese queste 'promozioni', come certificano le stesse
fonti".
E così conclude: "Alla fine quello che conta è che i lavoratori
pubblici sono l'unica categoria del lavoro dipendente che non ha lo
scatto biennale di anzianità, un differenziale retributivo che ha un
valore economico paragonabile a quello del differenziale delle
posizioni economiche dei contratti pubblici; la spesa per redditi è
diminuita del 4 per cento rispetto al 2006. Ci troviamo di fronte a un
processo anomalo dove si registra un calo dell'occupazione a tempo
indeterminato a fronte di una crescita, con tassi del 7,81 per cento,
del lavoro precario".
FINLANDIA Lavorare in un'azienda organizzata riduce il rischio infarto
6 Novembre 2008
Lavorare in un posto ben organizzato aiuta il cuore. E' la conclusione di uno studio pubblicato sull’American Journal of Public Health
e condotto dai ricercatori finlandesi del Finnish Institute of
Occupational Health. I posti di lavoro ben organizzati, nei quali c’è
chiarezza sui ruoli e sulle carriere sono non solo ambienti piu'
gradevoli per svolgere qualsiasi professione, ma sono anche piu' sicuri
per la salute. Se invece c’e' in ufficio disorganizzazione e tensione
il rischio cardiovascolare per gli impiegati e' quasi doppio rispetto
al normale. Il rischio di infarto del miocardio e' risultato 1,8 volte
piu' elevato in ambienti di lavoro disorganizzati, spiegano i
ricercatori che hanno analizzato per 17 anni le condizione di salute di
nove mila dipendenti di aziende private.
Dopo un trapianto di midollo per curare la leucemia, e' sparita anche
l'infezione da Hiv. Cosi', a meno di due anni dal trattamento,
un paziente statunitense di 42 anni non mostra piu' i segni di nessuna
delle due malattie. Il midollo, che gli era stato trapiantato
all'ospedale Charité di Berlino, appartiene a un donatore con
una mutazione genetica che lo rende immune all'Aids
-particolarita' trasmessa al ricevente dalle staminali innestate. Il
giovane medico Gero Huetter da studente aveva letto che le
persone con una determinata mutazione genetica sono resistenti al virus
Hiv. E tra gli 80 donatori di midollo che potevano fare al caso del
paziente, fortuna ha voluto che ce ne fosse uno con questa mutazione
-"delta 32" sul recettore Ccr5-. Una bella storia, ma Hutter mette in
guardia dalle "false aspettative": considerato il suo alto rischio, la
terapia con le cellule staminali non s'adatta al trattamento dei
sieropositivi, dice. Per ora si puo' parlare di un caso
fortunato, adatto a orientare la ricerca verso farmaci piu' innovativi.
Sanita': Olanda e Danimarca hanno il miglior sistema, Italia a meta' classifica
14 Novembre 2008
Per incarico della Commissione Europea, la societa' di consulenza Health Consumer Powerhouse
ha elaborato un rapporto sui sistemi sanitari di 31 Stati (27 dell'Ue,
Norvegia, Svizzera e le due candidate a entrare nella Comunita',
Macedonia e Croazia). In tutto sono stati esaminati 34 aspetti
suddivisi in sei grandi gruppi: diritti del malato e
informazione; salute online; liste d'attesa; risultati (mortalita',
speranza di vita); quantita' dei servizi offerti; politica
farmaceutica. A ciascuno e' stato assegnato un peso relativo, la cui
somma da' 1.000 punti al sistema sanitario ideale. Rispetto a questo
calcolo, la media dei 31 Paesi e' risultata di 626 punti. Al primo
posto si situano Olanda e Danimarca con oltre 800 punti; l'Italia e' a
meta' classifica (16esima) e la Spagna 18esima; in fondo
troviamo Romania, Bulgaria, Croazia, Macedonia e Lettonia che non
raggiungono i 500 punti.
Sono sempre piu' numerosi gli Stati che perseguono penalmente coloro
che, per dolo o negligenza, infettano il partner con il virus
dell'Hiv; lo rivela uno studio dell'Associazione internazionale per la
pianificazione famigliare. Attualmente sono 58 gli Stati
che prevedono nel loro ordinamento la punizione per i sieropositivi rei
di aver avuto rapporti sessuali non protetti, e altri 33
Stati intendono legiferare in questo senso. Dal 2005, nella sola Africa
occidentale gia' 7 Paesi hanno introdotto il reato di trasmissione
colpevole dell'Hiv.
Scioperi Pubblico Impiego: Comunicati stampa CISL FPS - Nota di Carlo Podda Segretario generale Fp Cgil
L'adesione crescente delle lavoratrici e dei lavoratori, anche non iscritti alla CGIL, agli scioperi del 3, 7 e 14 novembre, sta producendo prese di posizione, tramite comunicati stampa da parte della CISL, che trasudano nervosismo e preoccupazione.
Preoccupazione
che dovrebbe essere ingiustificata per questa Organizzazione, se
fossero vere le cifre ridicole di adesione allo sciopero che la CISL
si ostina a fornire. Tali cifre sono addirittura più basse di quelle
dichiarate dal Ministero della Funzione Pubblica, e sembrano degne, più
che di un "sindacato libero" di un'organizzazione dei lavoratori
sovietica.
Se, inoltre, il legittimo diritto al dissenso viene scambiato per intimidazione, allora sì c'è da preoccuparsi.
Ribadiamo,
ancora una volta, che la strada maestra della democrazia è il voto. Se
si è così sicuri del proprio operato, ci si affidi al libero, questo
sì, giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori.
Smettiamola di nasconderci dietro questa o quell'altra scusa, e si risponda alla nostra richiesta: il "libero sindacato" della CISL e l'altrettanto "libero sindacato" della UIL accettano di sottoporre l'intesa al voto o no?
Lo sciopero al Pronto soccorso Botta e riposta con il Nursind Il Centrodel 06/11/2008
ed. Edizione unica regionale p. 28
LANCIANO. Continua il botta e risposta tra il Nursind - sindacato delle professioni infermieristiche - e i responsabili del Pronto soccorso dell'ospedale, in merito allo sciopero indetto dagli infermieri
lo scorso 31 ottobre. Ad intervenire, in una nota, è la coordinatrice
del Pronto soccorso e dirigente sindacale del Nursing Up, Cinzia Caporrella.
«In occasione dello sciopero sono state garantite le prestazioni
indispensabili perché per legge chi lavora nei servizi d'emergenza non
può scioperare e la precettazione è automatica», si legge in una nota,
«non c'è stata alcuna paralisi, non è vero che l'infermiere
assente abbia aderito allo sciopero e, chi l'ha sostituito, ha lavorato
dalle 18,30 alle 21,30 senza effettuare la notte». Il Nursind, da parte
sua, ribadisce la sua posizione tramite il segretario Ucovel (ufficio
coordinamento vertenze e legale) Enzo Palladino.
Sciopero Sanità: Vergognoso l'atteggiamento
del Ministero della Salute - Comunicato stampa di Carlo Podda
Segretario generale Fp Cgil
La disinformazione al servizio dei cittadini, e dei lavoratori
Il
Direttore Generale del Ministero della Salute, Dr. Giovanni Leonardi,
con un telegramma inviato il 4 Novembre u.s. a tutte le Regioni
d'Italia, dichiara che la Fp Cgil ha revocato gli scioperi generali
proclamati per le giornate del 3-7-14 Novembre 2008 per i lavoratori
del pubblico impiego.
Se fossimo in una situazione normale il
Direttore Generale del Ministero della Salute, Dr. Giovanni Leonardi,
sarebbe stato già licenziato in tronco.
Un alto dirigente
dello Stato non può permettersi, a tre giorni dallo sciopero generale
del pubblico impiego (area nord), di diramare un telegramma a tutte le
Regioni con il quale afferma il falso, le bugie.
La Fp Cgil,
come ormai tutti sanno, tutti tranne, a questo punto, il valente
Dr.Leonardi, NON ha revocato gli scioperi generali.
Affermare il contrario è affermare il falso.
Affermare
il contrario significa non solo provare scientificamente a disorientare
i lavoratori, operazione che sarà gradita ovviamente a molti, ma anche
creare un grave danno a quei cittadini che il 7 ed il 14 Novembre si
recheranno in una struttura sanitaria pubblica e la troveranno chiusa.
Affermare
il contrario significa anche violare spudoratamente, senza vergogna,
quel principio di imparzialità che si richiede ad ogni dipendente
pubblico, indispensabile per esercitare la delicatissima funzione di
dirigenza al Ministero della Salute.
Ci attiveremo
autonomamente per verificare qualsiasi possibilità, pur minima, di
agire per via giurisdizionale nei confronti del Direttore Generale che
ha dichiarato il falso.
Vorremmo anche capire se qualcuno ha consigliato al Direttore Generale Dr.Leonardi di mentire in maniera così spudorata.
appare del tutto evidente che il sindacato italiano sta attraversando
una situazione particolarmente critica. Le certezze sindacali sono
fortemente messe in discussione da analisi, ragionamenti, decisioni
e azioni che con le finalità sindacali hanno nulla a che vedere,
ma purtroppo proposte e interpretate da molti rappresentanti sindacali.
In queste
settimane noi della FPL abbiamo evitato di polemizzare con chicchessia, abbiamo
evitato di ribattere alle mille menzogne dette da altri dirigenti perché abbiamo
sempre ritenuto più importante valorizzare ciò che ci ha sempre
unito a ciò che oggi ci vede divisi.
Però come
in tutte le cose c’è un limite e il nostro silenzio potrebbe essere
interpretato non tolleranza, ma assenza o debolezza per cui ci vediamo costretti,
e a mala voglia, ad alcune precisazioni.
Noi della
FPL nell’ultima riunione delle quattro Segreterie Nazionali ( UIL FPL – UILPA – FPCGIL – FPCISL)
ci siamo adoperati per richiamare tutti sulla opportunità di rinviare
a dopo gli incontri con il Governo ogni eventuale decisione di lotta.
Tutti
i presenti con toni dai più accesi ai più persuasivi hanno
forzato l’indizione delle tre giornate di sciopero (Centro – Nord – Sud)
regionale e quello di sciopero generale.
Dopo di
che cosa è successo.
Che la CGIL
ha dichiarato che comunque non avrebbe concluso nessuna trattativa con le controparti
(vedi protocollo con Confindustria, contratto del commercio, Accordo sul Pubblico
Impiego, amministrazioni centrali) manifestando la chiara intenzione di arrivare
ad una dichiarazione di sciopero generale da SOLA.
La CISL
senza comunicare nulla a noi, non conosco le altrui informazioni, ha deciso unilateralmente di
revocare tutti gli scioperi, con esclusione di quello generale della scuola.
Noi abbiamo
chiesto che le Regioni, l’ANCI e l’UPI ci convocassero previa definizione
delle linee di comportamento negoziale nella sede naturale e cioè l’ARAN.
A tutt’oggi
nessuno ci ha convocato e non basta l’accordo di Palazzo Chigi, tra Governo
e OO.SS., per far decollare un contratto che come controparte prevede soggetti
istituzionali come le Regioni, assenti all’incontro governativo.
Per queste
condizioni noi della UIL FPL abbiamo semplicemente riconfermato l’azione
di lotta indetta unitariamente per il rinnovo dei contratti scoprendo che fra
i barricaderi di pochi giorni prima c’è chi continua nella lotta
contro l’accordo di Palazzo Chigi e non più per conquistare il
contratto e chi semplicemente ha revocato tutto convinto o sperando in non
so che cosa.
In conclusione noi non
abbiamo espresso giudizi su scelte autonome legittime, ma perlomeno discutibili
nel merito e nel metodo, ma non accettiamo che altrui si permettano di giudicare
e censurare la coerenza, la serietà o il rispetto degli impegni assunti
con i lavoratori da parte del nostro sindacato.
Il giorno
7 p.v. la UIL FPL proseguirà nel suo programma di lotta da soli contro
le nostre controparti certamente ringalluzziti da atteggiamenti sindacali incomprensibili
e rinunciatari.
Se a qualcuno
venisse ancora in mente di complicare la vita all’unico sindacato rimasto
a difendere il contratto e la dignità della categoria sappia che abbiamo
già offerto l’altra guancia e a questo punto la reazione sarebbe
adeguata all’offesa.
Ai dirigenti
sindacali che conservano ancora dignità l’invito di tenere al
guinzaglio i cani rognosi che sanno abbaiare solo quando non serve e spesso
sbagliano il soggetto a cui rivolgere la loro aggressività repressa.
Statali, 12/11 incontro Aran-sindacati per firma rinnovo del contratto
Si
svolgerà mercoledi' 12 novembre a Roma l'incontro tra l'Aran e i
sindacati per il rinnovo del biennio economico 2008-2009 del contratto
dei lavoratori ministeriali, dopo il protocollo d'intesa firmato a
Palazzo Chigi la scorsa settimana da Cisl, Uil e Ugl.